Sabato, 02 Febbraio 2019 06:24

I numeri del prepensionamento lanciano la sfida al CPP

Scritto da Giuliana Liotard
Il personal team del C.E.O. Il personal team del C.E.O.

Ci siamo imbattuti in un interessante articolo di Francesco Seghezzi pubblicato su Il Sole 24 Ore lo scorso primo maggio che analizza gli elementi della trasformazione del mondo del lavoro. Ovviamente non potevamo non sentirci chiamati a contribuire alla ricerca dal momento che il C.P.P. oggi è l’unica organizzazione riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ad offrire un servizio consulenziale di supporto alla collocazione professionale dei peluche su scala internazionale.

Siamo sicuramente d’accordo con Seghezzi: il problema principale del mercato del lavoro italiano, anche nel mondo dei peluche, è l'elevato numero di inattivi, vale a dire di chi non ha un’occupazione e che non è alla ricerca, magari perché non sa a chi rivolgersi o come proporsi. Questo blocco è annualmente superiore ai 5 milioni di peluche e tendenzialmente aumenta all’aumentare del PIL. Non è difficile quindi comprendere qual è il disagio sociale che questo fenomeno alimenta ogni anno.

I numeri ci devono far riflettere. Alla data del 1gennaio 2017 i bambini residenti in Italia di età fino a 12 anni erano 7.045.174. Se consideriamo che un bambino nella sua infanzia in media ha 15 peluche di cui 3 definiti favoriti, che probabilmente lo accompagneranno per la vita, e 2 fratturati in modo invalidante, i peluche inattivi tecnicamente prepensionati all’inizio del 2017 erano circa 70,5 milioni. Analizzato un campione significativo di bambini siamo giunti alla conclusione che i peluche rischiano il prepensionamento non a causa della loro età ma di quella dei loro datori di lavoro, e questa età “drammatica” è di 12 anni. Il problema demografico che ben illustra Seghezzi, nel mercato del lavoro dei peluche in realtà coinvolge l’anzianità del datore di lavoro e si combina con il ruolo della tecnologia nel determinare l'andamento dell'occupazione e della sua qualità: un preadolescente “dimentica” il suo compagno di giochi e concentra la sua attenzione su strumenti che hanno una funzione social purtroppo solo apparente.

Ecco che così il peluche nell’immaginario collettivo diventa “vecchio”. Nella società di oggi l’aggettivo vecchio rischia di diventare un termine dispregiativo, quando invece l'età che avanza racchiude in sé anche il dono della saggezza e dell'esperienza. Per molti vecchio sta ad indicare qualcosa da buttare, qualcosa da mettere da parte. Qualcosa che non ha più niente da offrire. Qualcosa di cui la società tende a perdere il rispetto. In realtà i peluche non possono essere vecchi. Possono essere malandati, feriti, sporchi, fuori forma, ma i loro occhi sono lo specchio della loro grande anima ancora piena di voglia di donarsi agli altri. Se li vediamo vecchi è solo perché non li consideriamo più utili.

Se tutti i 587.098 ragazzini dodicenni italiani nel gennaio 2017 hanno demansionato i loro 10 peluche, il blocco degli inattivi appare numericamente mostruoso: 5.870.980 peluche disoccupati in un solo anno! Il tasso di inattività è sicuramente un indicatore negativo che però, se ben gestito, può consentire di coprire posizioni lavorative in settori strategici anche internazionali. Si dice che nella sola Italia i minori fuori dalle loro case d’origine siano oltre 30mila. Ci sono poi bambini ospedalizzati e ragazzini ospitati in orfanotrofi e in strutture di accoglienza in tutto il mondo. Ci sono innumerevoli associazioni che si occupano di bimbi disagiati e sono sempre troppi i piccoli che hanno bisogno di affetto.

Il C.P.P. attraverso il suo servizio di consulenza professionale, supporta il peluche prepensionato in tutte le fasi della ricerca attiva della nuova occupazione, fino al nuovo inserimento nel mondo del lavoro. Questa attività include anche la formazione professionale del peluche, un percorso di aggiornamento e di “remise in forme”. La nostra soddisfazione più grande è vedere che quella tristezza che portano nel cuore in un battibaleno viene meno quando comunichiamo loro la nuova destinazione lavorativa.

Anche se nato da poco più di un anno, i numeri del C.P.P. ci riempiono di orgoglio: oltre mille dei nostri migliori peluche oggi assistono bambini conosciuti nelle varie pediatrie del Distretto 108Ta1 e in occasione delle nostre missioni internazionali: hanno girato l’Africa in lungo e in largo, hanno viaggiato fino a Tunisi per raggiungere “I bambini della Luna”, sono stati a Malindi, in Kenya, per occuparsi dei piccoli ospiti dell’orfanotrofio Home of Hope Children’s Centre, e negli orfanotrofi del Burkina Faso assieme ad MK Onlus, hanno accompagnato gli “Studenti in Missione” in Benin per poi fermarsi dalle Suore Immacolatine D’Agbon e sono stati in Senegal ad occuparsi dei bambini dell’Orfanotrofio di Saint Jean Baptiste de Mbour. I nostri peluche sono andati persino nella fredda Siberia ad Ulan Ude all’Orfanotrofio di Malyshok.

Collaborano con noi gli indispensabili tutor, primo tra tutti il Lions Club Merano Meran Maiense che ha aperto in Alto Adige un ufficio C.P.P. in franchising, il Lions Club Bassano Jacopo da Ponte, il Lions Club Rovereto Host, il Lions Club Schio, il Lions Club Lonigo, il Lions Club Marostica, il Lions Club Verona Gallieno, il Leo Club Alto Vicentino, il Leo Club Valle del Chiampo, l’Associazione VIP Onlus, il Progetto Kairos, Elettro Sonar e il PDG Sonia Mazzi, referente del Servizio di Odontostomatologia dell’Ospedale di Marzana. Nel primo trimestre 2019 collaborerà con noi la Fondazione Cuomo, il CERRIS e il Lions Club Marsala.

Hanno scritto e parlato di noi Altovicentino online, chioscoeventi.com, Il Giornale di Vicenza, Il Corriere del Veneto, tviweb.it, TVA Notizie, Lavocedeltrentino.it, L'Adige, Trentino, Il Sole24Ore, L'Arena, borgotrentoverona.org.

“Si tratta di un modello organizzativo all’avanguardia nell’organizzazione dei nostri service lionistici”, spiega il past governatore Maria Enrica Cecchini, madrina del C.P.P., che aggiunge: “il consolidamento del progetto e la grande esperienza internazionale già acquisita mantengono alta l’attenzione sulla qualità di questo servizio che, con nuova voce, ben interpreta la mission e la vision del Lions Club International”.

Lavorare con noi è molto semplice. Sempre con l'idea di offrire una consulenza di qualità, considerata l'elevatissima professionalità del nostro servizio di outplacement, il C.P.P. offre la possibilità ai Club Lions simpatizzanti di aprire nuovi uffici in affiliazione commerciale o semplicemente di esercitare attività di tutoraggio. Il C.P.P. si contatta facilmente: ha sede presso il Lions Club Thiene Colleoni, club ideatore, fondatore e titolare di tutti i diritti, ha una propria sezione tra i service nel sito distrettuale www.lions108ta1.it e una pagina Facebook (@thienepeluche). Al limite si può sempre contattare il C.E.O. Lion Giuliana Liotard.

Letto 476 volte Ultima modifica il Domenica, 03 Febbraio 2019 22:52

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