Lunedì, 20 Maggio 2019 01:24

LC Schio: teatro gremito per l'incontro con Faggin

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Venerdi 17 maggio al Teatro Astra di Schio si è concluso il ciclo di 4 incontri aperti alla cittadinanza organizzati dal Lions Club Schio con la presidenza di Carlo Eugenio Ferrari. Diabete, oncologia, disturbi del comportamento alimentare sono stati gli argomenti dei primi tre incontri. L’incontro finale ha avuto come prestigioso protagonista il professor Federico Faggin, l’inventore del microchip.

Un teatro gremito  da un migliaio di persone attente e curiose, ha ripercorso, attraverso le sue parole le tappe principali della vita di questo grande uomo. Con una semplicità talora disarmante il geniale vicentino esportato alla fine degli anni ’60 nella Silicon Valley  si è raccontato e  ha parlato del  percorso attraverso il quale per circa quarant’anni ha contribuito a plasmare il presente che tutti conosciamo con le sue invenzioni dal microprocessore al touchscreen…. ma non solo…  Racconta la sua vita fino ad arrivare a parlare dello studio scientifico della coscienza e della consapevolezza, basato sulla sua convinzione che l’intelligenza artificiale non potrà mai superare l’intelligenza umana e che la coscienza non potrà mai essere patrimonio di un computer.

"Noi non siamo macchine o computer biologici", ha sentenziato Faggin. "Un computer non sente il profumo di una rosa, non vive l'esperienza, non ne è consapevole. Risolve solo problemi. Non lasciamoci strumentalizzare dalla tecnologia."

Fisica e metafisica, scienza e spiritualità si fondono in questa serata speciale, con un uomo speciale, che ha cambiato le nostre vite. Filo conduttore è la passione e l'umanità, la consapevolezza, il sentimento e le sensazioni che ci contraddistinguono e che non saranno mai riproducibili in una macchina. Serata speciale in un teatro gremito di persone di ogni età ed arricchito dalla presenza di circa 200 ragazzi delle scuole superiori di Schio, in rigoroso silenzio ed ascolto.

Grazie Federico Faggin per averci spronato ad andare sempre oltre. E per aver spronato i giovani a credere nei propri sogni. Anche diffondere cultura e  conoscenze nella propria comunità risponde al motto:” We serve”e questi incontri hanno centrato l’obbiettivo che il Lions Club Schio si era prefisso.

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Emanuela Candia

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