Domenica, 12 Novembre 2017 18:58

Combattere la fame

Scritto da Antonio Dezio - Componente del Comitato per la Comunicazione

Nel mondo ogni notte una persona su nove va a dormire affamata. La fame nel mondo è in netto aumento come si evince dal rapporto “Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel Mondo”, redatto da cinque Agenzie dell’Onu (Fao, Unicef, Oms, Ifad e Pam). Ne hanno sofferto nel 2016, 815 milioni di persone, 38 milioni in più dell’anno precedente e i paesi più colpiti sono l’Asia e l’Africa. Cifre preoccupanti emergono in particolare in Africa per quanto riguarda il continente che resta il più povero, nonostante le grandi possibilità di sviluppo, in particolare agricolo.

Le Nazioni Unite indicano nel proliferare delle violenze interne ai Paesi e nei cambiamenti climatici le due cause principali dell’aumento della fame. Un dato allarmante è che la povertà e l’insicurezza alimentare sono aumentate anche in quei Paesi che attualmente hanno la pace, ma nei quali la crisi economica ha giocato un effetto molto negativo.

In Italia i poveri assoluti sono circa 5 milioni, 6,1 % delle famiglie. E a soffrire di più sono le categorie più a rischio: bambini, disoccupati e pensionati

Eppure, paradossalmente, nel mondo si produce cibo a sufficienza per sfamare l’intera popolazione mondiale (attualmente sette miliardi di persone). Tutto ciò è inaccettabile in una società che si definisce civile, in particolare è assolutamente inaccettabile che nel 21 secolo non si riesca a vincere la madre di tutte le malattie dell’infanzia, la malnutrizione.

Le persone che vivono in povertà non possono permettersi cibo nutriente per sé e per le loro famiglie. Ciò le rende deboli e sempre meno capaci di guadagnare il necessario per sottrarsi alla povertà e alla fame. Il problema non ha solo conseguenze a breve termine: quando in particolare i bambini soffrono la malnutrizione cronica, o il “deficit di sviluppo”, ciò può compromettere la loro futura capacità di guadagno, condannandoli a una vita di povertà e stenti.

I Lions sono sempre stati in prima linea a combattere la fame e la miseria attraverso varie iniziative, sia nel terzo mondo che nel proprio paese d’origine.

Particolarmente attivo nel nostro Distretto 108TA1 il “Comitato Distrettuale per gli aiuti all’Africa” coordinato da 10 anni dal Socio Lions Eugenio Rinaldi. Tra le tante iniziative realizzate da tale comitato resta indimenticabile la costruzione di una scuola in un piccolo villaggio del Burkina Faso, uno Stato grande quanto l’Italia e che è tristemente famoso perché è tra i primi 5 paesi più poveri del mondo stretto nella morsa della grande siccità- che insiste per gran parte dell’anno, causando una progressiva desertificazione- e delle inondazioni che si abbattono sistematicamente nella stagione estiva.

In occasione della stesura di questo articolo ho avuto modo di conoscere Eugenio e di rivolgergli alcune domande; ciò che mi ha particolarmente colpito in questo colloquio è stato il suo grande entusiasmo e la voglia di fare sempre di più per quella che definisce la “sua Africa”.

Mi racconta della sua presenza in Burkina Faso in occasione dell’inaugurazione della scuola e insieme a lui di altri amici Lions: Guido Cella, la moglie Birgit Rastetter, Giovanni Buosi, Marco Manzato, Eugenio Manzato.

Sottolinea il fatto che la scuola in Africa non significa solo educazione, ma anche la premessa per mantenere in futuro il rapporto con questi ragazzi e con le famiglie, fornendo loro beni di prima necessità, cure mediche, adozioni a distanza.

Chiedo ad Eugenio che cosa si può fare per vincere la povertà nel nostro pianeta. Mi risponde che le soluzioni sono semplici e attuabili: incrementare gli investimenti nell’agricoltura dei paesi poveri, aiutare i paesi colpiti da siccità o da alluvioni a fronteggiare le emergenze, fornire cibo ai paesi poveri a un prezzo equo, ridurre lo spreco di cibo. Ci vuole però la volontà e la collaborazione di tutti, evitando gli errori che spesso caratterizzano queste spinte umanitarie.

L’arma comunque più potente per aiutare il terzo mondo e alleviare la fame passa attraverso l’istruzione. La scuola fa prendere coscienza alle persone delle proprie capacità e promuove nei popoli una nuova cultura.

Mi parla ancora di tantissime altre iniziative portate avanti col suo gruppo e con l’appoggio di tanti Club del Distretto in questi 10 anni per alleviare la sofferenza di tanti poveri infelici e, attraverso i suoi brevi, essenziali, sintetici discorsi traspare una forte, coinvolgente emozione per ciò che fa e la voglia di non fermarsi mai, orgoglioso di essere Lions.

Auguro a tutti di ascoltare da lui stesso la sua esperienza di vita.

Letto 198 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Novembre 2017 00:00
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