Domenica, 02 Febbraio 2014 01:42

FACCIAMO IL PUNTO...

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Una breve sintesi dei temi trattati nell’ultima riunione del Comitato Centro Studi.

Il modello organizzativo di Alpine Lions Cooperation sta raccogliendo manifestazioni di interesse a livello di Multi-distretto e prospettive di ampliamento ai Distretti che si affacciano sul tratto alpino occidentale.

Si pone in evidenza il problema che gli Officer di Club, in particolare i Presidenti, sono spesso poco preparati e i nuovi soci sono poco o niente informati circa l’organizzazione e l’attività Lions a livello nazionale e internazionale. Inoltre il Multidistretto 108 Italy perde soci - anche se in modo non uniforme - mentre i Distretti oltralpe stanno crescendo: l’Alpine Lions Cooperation potrebbe essere il contesto in cui studiare le motivazioni di questo diverso comportamento per individuare i correttivi necessari, sempre tenendo conto delle peculiarità delle singole Zone.

Nell’ultimo decennio si è privilegiato il numero di soci, spesso a discapito della qualità. Sono quindi da rivedere i criteri e le modalità di selezione e il processo d’informazione/formazione dei candidati prima dell’adesione. Sovente il Comitato Soci non è consapevole delle proprie prerogative e dei propri compiti e si limita a certificare le candidature. Il padrino si dimostra spesso “assente” dal suo ruolo di guida del nuovo socio. Molti soci storici si sentono poco interessati alla formazione in quanto ritengono di conoscere a fondo l’Associazione. Bisogna agire sui Club per convincerli a pianificare delle opportune sessioni di informazione/aggiornamento dei soci per diffondere e migliorare la conoscenza dell’organizzazione internazionale.

Occorre anche affrontare il problema dell’autonomia del Club e comprendere i motivi della distanza fra i Club ed il Distretto. Alcuni Presidenti mostrano una concezione personalistica nella gestione del proprio anno. La motivazione, la condivisione dei valori e la formazione dei nuovi soci sono requisiti fondamentali per garantire la qualità e la partecipazione dei soci alla vita di Club. Bisogna che i Club raggiungano la consapevolezza che il Distretto non rappresenta un ostacolo - ma, anzi, li può assistere utilmente nelle loro iniziative di service - e che l’autonomia non può essere intesa come assoluta, ma collocata nell’ambito di un coordinamento fra le diverse strutture del Lions Clubs International, ciò senza voler nulla togliere ai meriti dei Presidenti e degli Officer preposti.

Si ritiene utile invitare, alle prossime riunioni del Comitato, alcuni Presidenti di Zone diverse e chiedere che parlino dei loro problemi e della loro visione del lionismo, al fine di raccogliere elementi utili a redigere una relazione da presentare al Congresso distrettuale di Bolzano.

E’ iniziata una raccolta fondi a favore del Reparto pediatria dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, grazie al lodevole impegno del Lions Club Vicenza Host e del Lions Club Vicenza La Rotonda. L’iniziativa è stata estesa a coinvolgere gli altri Club del Vicentino con l’obiettivo di raggiungere l’importante traguardo di 100-120.000 Euro, anche tramite la richiesta di un sussidio diretta al LCIF. Le dimensioni e le caratteristiche dell’iniziativa suggeriscono l’opportunità di approntare una proposta di linee guida per i service congiunti con Enti Pubblici, da sottoporre all’Assemblea del Congresso distrettuale di Bolzano. Questo per mettere a disposizione dei Club l’esperienza maturata negli anni scorsi dal Distretto con il Centro Ipovisione di Marzana, che costituisce un ottimo riferimento per evidenziare la complessità burocratica dei rapporti e la dinamica temporale degli Enti Pubblici. Per impostare un’efficace raccolta di fondi con progetti di questo genere, bisogna curare molto l’aspetto mediatico e sensibilizzare la popolazione tramite i mezzi d’informazione allo scopo di evidenziare il beneficio pubblico e creare un clima favorevole all’iniziativa. Inoltre, occorre tener conto che spesso questi progetti non si esauriscono nel corso dell’anno sociale, ma hanno ricadute anche sugli anni successivi e quindi prevedere sin dall’inizio gli strumenti necessari per il completamento ed il monitoraggio dell’iter del progetto stesso.

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Giulio Marega

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