Lunedì, 18 Settembre 2017 21:07

Una giornata per il Centro Giovanile

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Il LC Bassano Jacopo da Ponte, assieme a diverse associazioni culturali e sportive, ha pensato di dare una mano per recuperare il Centro Giovanile di Bassano. Il Centro Giovanile in passato è stato un punto di ritrovo e di crescita e di riferimento per i cittadini bassanesi. Don Andrea Guglielmi, giovane Abate a Bassano, vorrebbe ridare vita a questo posto centrale e il Lions Club ha pensato di sostenere questa iniziativa.
Domenica 17 settembre è stata una giornata dedicata ai bambini di tutte le età i quali hanno potuto partecipare a laboratori creativi e sportivi. E mentre i bambini giocavano i genitori hanno potuto partecipare a due interessanti conferenze, una sul Cyberbullismo ed una su come scoprire i talenti dei nostri figli. Non sono mancati i giovani della Croce Rossa che hanno insegnato la manovra di disostruzione agli adulti e ai ragazzi presenti.
E per concludere, la gara di Fidget Spinner ha visto i piccoli acrobati darsi battaglia.

Martedì, 12 Settembre 2017 23:32

Prepariamo le valigie!

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Il BEL guarda lontano! La squadra è pronta per le dimostrazioni a Riccione, Bologna, Verona , Verbania, Napoli e Bari... e forse Palermo!

Domenica, 10 Settembre 2017 17:09

Scacchi e vita

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Si terrà domenica 17 settembre a Thiene presso Villa Fabris il secondo Torneo di Scacchi in memoria di Stefano Villani, fondatore del primo circolo di scacchi di Thiene e vincitore del primo torneo Citta' di Thiene, organizzato dal Lions Club Thiene Colleoni con il patrocinio del Comune di Thiene Assessorato allo Sport a sostegno dell'associazione "Scacchi e Dintorni" di Thiene. L'iniziativa ha lo scopo di diffondere e promuovere la pratica della disciplica degli scacchi.

Perché un Lions Club sostiene questo progetto? La consapevolezza dell'importanza degli scacchi nell'educazione e formazione dei giovani nasce in tempi antichi ed è andata via via consolidandosi all'interno del mondo scacchistico per poi diffondersi anche agli operatori esterni. Chi insegna nelle scuole sa bene quanto questo gioco possa aiutare i ragazzi, per altri aspetti svantaggiati, a recuperare fiducia in se stessi. La scoperta di poter giocare alla pari o essere addirittura migliori dei primi della classe, in un'attività in cui la mente ha un ruolo predominante, infonde fiducia nelle proprie capacità e dà loro la consapevolezza che, come negli scacchi, possono riuscire anche nelle altre materie scolastiche.

E' un gioco di natura “mentale” che supera non solo le barriere dell'handicap ma anche quelle generazionali. Potendo giocare a qualsiasi età, la persona anziana viene accettata tra i giovani come una di loro e con loro fa gruppo e parla lo stesso linguaggio. Con gli scacchi si migliora l'attenzione, la concentrazione, l'empatia, la tolleranza, la pazienza, la perseveranza, l'onestà, il rispetto per se stessi e per gli altri, la forza di prendere decisioni difficili, rende la mente più flessibile, impone di verificare di continuo le proprie idee e cambiare opinione senza rimpianti ogni volta che si rende necessario... in termini semplici si impara a pensare!!!

Il gioco degli scacchi aiuta a riflettere e navigare in sistemi complessi e, per finire, negli scacchi si impara ben presto che la forza fisica e la prepotenza non servono a vincere una partita. Chi frequenta i corsi di scacchi ben presto si accorge quanto la bravura non dipenda dal caso, dalla condizione sociale e dalle amicizie compiacenti, ma solo da se stessi. Chi vuol vincere deve trovare gli strumenti all'interno di sé, facendo buon uso della pratica precedente, degli insegnamenti ricevuti dallo studio. Per migliorare occorre applicarsi. 

Gli scacchi sono una lezione di vita per tutti.

Per iscrizioni e maggiori informazioni sul torneo scarica la locandina allegata.

Mercoledì, 16 Agosto 2017 15:20

Promuoviamo la PACE tra i nostri ragazzi!

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Cari  Presidenti, cari Segretari,

vi ricordo che tutti coloro che volessero sponsorizzare il Concorso un Poster per la Pace il cui titolo per l’anno sociale 2017 – 2018 è “il futuro della pace”, possono ordinare i kit direttamente online attraverso il sito internazionale della nostra associazione. 

Gli scambi giovanili sono storicamente una delle iniziative più famose e apprezzate dei Lions Club International. Poter offrire a giovani tra i 17 e i 21 anni la possibilità di visitare pressoché tutte le Nazioni del mondo è un’opportunità unica e di grande valore.

Domenica i 25 ragazzi e ragazze provenienti da ogni continente e ospiti del Campo Lions Alpe – Adria, ovvero organizzato dai Lions Club del Triveneto, hanno potuto visitare e conoscere Rovereto. Giunti in pullman di prima mattina, accompagnati dal Direttore del Campo Guido Anderloni e accolti dal Presidente avv. Massimiliano Guidi e da alcuni Soci del Lions Club Rovereto Host nonché dalla guida – interprete di lingua inglese Loretta Goller, hanno passeggiato a lungo per la nostra città, conoscendone storia, tradizioni, palazzi, personaggi e molto altro.

In prossimità del mezzogiorno sono saliti a Miravalle dove, ognuno con la bandiera del proprio Stato, sono entrati nel suggestivo anfiteatro della Campana dei Caduti. Di lì a poco ne hanno sentito i 100 rintocchi con molta emozione di tutti. Il messaggio di Maria Dolens, ancora una volta, ha fatto riflettere i giovani ospiti sull’immenso valore della pace e dell’amicizia tra i popoli.

A fine cerimonia i giovani ospiti hanno potuto pranzare in rispettosa allegria sul Colle, godendosi non poco anche lo splendido panorama su Rovereto e la Vallagarina.

Dal prossimo anno, e per un triennio, l’organizzazione del Campo Lions Alpe – Adria passerà al Distretto lionistico che comprende anche le province di Trento e Bolzano. Dopo l’entusiasmante esperienza del Campo Italia degli anni scorsi, ospitato a Rovereto sotto la direzione di Giovanna Bronzini, per i Lions roveretani un’ulteriore occasione di collaborazione internazionale interessante, qualificante e gratificante.

Sabato, 15 Luglio 2017 21:51

Parigi: 14 luglio 1789, 14 luglio 2017

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14 luglio, festa nazionale in Francia, di cui oggi ricorre il 228° anniversario. Una ricorrenza che per vari aspetti invidio alla comunità francese, soprattutto per lo spirito di popolo unito con cui viene da loro festeggiata. Un giorno che sento vicino, anche perché mio padre trascorse gli anni della sua infanzia e della sua adolescenza, dal 1923 al 1937, a Nerac, cittadina della Lot e Garonne, regione dalle dolci belle colline tra Tolosa e Bordeaux.

Ma al 14 luglio sono soprattutto affezionato per i valori universali che enuncia e che porta dentro di sé, e per le emozioni e i sentimenti che alimenta nell’animo dei francesi, come credo di gran parte dell’umanità. Di quella Francia che poche settimane fa ha saputo vincere il populismo, unendosi e scegliendo civilmente il proprio Presidente, Emmanuel Macron. Il tutto nel nome di un rinnovato pacifico protagonismo in seno all’Europa e sul proscenio mondiale. Quella Francia e quella città, Parigi, che in questi anni sono tra gli obiettivi principali del nuovo terrorismo internazionale alimentato dal fanatismo religioso.

Sono passati ben più di due secoli da quel lontano 14 luglio 1789, che sappiamo essere stato un giorno di un’epoca non tutta luminosa e fausta, come la storia del seguente Regime del Terrore ci ha purtroppo ben insegnato. Ma quel rivoluzionario “...Libertè, Egalitè e Fraternitè...” è un grido che porta in sé ancora oggi una forza dirompente. Il 14 luglio è un giorno che ha diviso in due la storia dell’uomo. Un giorno che emana una sua forte attualità.

Che sia così, in questo inizio di terzo millennio, ce lo dicono le sorti dell’umanità e del nostro pianeta. Siamo immersi in una “ liquida globalità “, per dirla con le geniali parole di Zygmunt Bauman, che ci ha condotti innanzi a impensabili opportunità come pure a nuovi grandi tragici problemi. Negli ultimi cinquant’anni quasi due miliardi di persone sono uscite da un’insostenibile condizione di povertà assoluta, con conseguente acquisizione di un minimo di benessere. Ma tutto ciò è avvenuto in maniera non omogenea sul globo terrestre. Anzi, altri miliardi di persone sono tuttora allo stremo della sopravvivenza. La povertà estrema e altre cause hanno fatto sì che si scatenassero guerre feroci a macchia di leopardo nei vari continenti, che a loro volta provocano emigrazioni bibliche. Le nazioni più evolute cercano di trovare delle pacifiche vie di uscite, pongono risorse e persone a disposizione di uno sviluppo più equo e soddisfacente. Ma lo sforzo sembra ancora insufficiente.

Osserviamo la diffusione di internet, per capire dove la forza della libertà, della libera iniziativa economica, unita al sempre più diffuso diritto all’istruzione, possono aiutare a indirizzare e far giungere questi miliardi di persone sofferenti ad un mondo migliore.

Il tutto, auspicabilmente, porta e porterà all’affermazione sempre più forte dell’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, qualsiasi siano le loro condizioni, il loro pensiero e la loro fede. Ne guadagnerà il ruolo, la responsabilità e la consapevolezza di tutte le nazioni, nessuna esclusa. Dovrà crescere l’etica di un mondo più libero, più giusto, perché necessariamente più responsabile. Ciò alimenterà e farà crescere in noi il vero sentimento della fraternità. Secondo Jeremy Rifkin è giunto il tempo di una “ civiltà dell’empatia ” .

Ma di libertà, uguaglianza e fraternità ve n’è bisogno anche nella nostra Italia. Oggi più che mai necessitiamo di uomini e di donne “ veri, autentici e liberi”, per dirla con le sagge parole di Vito

Mancuso. Un‘Italia che è chiamata anche a riconoscere e a salvaguardare ogni giorno diritti e doveri vecchi e nuovi. Facendo auspicabilmente tesoro della lezione di un rigoroso maestro di laicità quale Norberto Bobbio. La laicità che non è certo l’ateismo, ma il totale sano rispetto di ogni essere umano.

Ma di libertà, uguaglianza e fraternità mi appare bello e necessario parlarne da roveretano, ovvero da cittadino di una comunità che ha conosciuto con Girolamo Tartarotti il sogno innovativo del primo illuminismo italiano, e che sta’ facendo tesoro del ricco e “rivoluzionario” patrimonio culturale costituito dall’ampio pensiero di Antonio Rosmini, il quale ci ha lasciato scritto che “ Non ci sono l’uomo e il diritto, ma l’uomo è il diritto “. Ovvero una città, riconosciuta tale più di 500 anni fa, era il novembre 1510, dall’Imperatore Massimiliano I, che ha sì vissuto tempi bui e difficili, ma che da questi ha saputo sempre uscire con capacità, coraggio e determinazione. Una città che oggi sa e vuole accogliere, offrendo nuovo benessere e nuova speranza ai suoi cittadini, vecchi e nuovi, ponendosi così, in maniera positiva e propositiva, innanzi alle nuove sfide di questo nostro tempo. Un tempo che, nonostante tutto, ci appare ancora carico di fascino.

In conclusione, più di due secoli di storia non hanno fatto altro che rendere ancor più vivo il significato del 14 luglio francese, giornata che, se giustamente e responsabilmente interpretata nel nome di un salutare forte appello “alla libertà, all’uguaglianza ed alla fraternità “, non può e non potrà che appartenere ad ognuno di noi, sempre che si sia uomini e donne veramente liberi ed autentici, soprattutto innanzi alla propria coscienza.

Durante il mio anno di presidenza mi ero posto come obbiettivo la “MIA CITTA’”. La città è un contenitore che racchiude i dolori e le gioie, la disperazione e la speranza degli uomini del nostro tempo, la vita collettiva e individuale. Vivere la città, condividere le problematiche, creare dei ponti tra cittadino e cittadino, e tra i cittadini e le istituzioni è stato l’obbiettivo di fondo di quell’anno lionistico.

Durante il mio anno di presidenza mi ero posto come obbiettivo la “MIA CITTA’”. La città è un contenitore che racchiude i dolori e le gioie, la disperazione e la speranza degli uomini del nostro tempo, la vita collettiva e individuale. Vivere la città, condividere le problematiche, creare dei ponti tra cittadino e cittadino, e tra i cittadini e le istituzioni è stato l’obbiettivo di fondo di quell’anno lionistico.

Venerdì, 23 Giugno 2017 08:05

Un benvenuto al nuovo Leo Club!

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Nato grazie all’iniziativa del PDG Giampaolo Vergombello e Alessia Pasetto, che hanno organizzato a Febbraio 2017 un incontro di presentazione dell’associazione con la PD Giorgia Paolin, Daniele Zandaval e Massimiliano Manera, al quale hanno partecipato circa 30 ragazzi, tra figli o nipoti di Soci Lions e vincitori del premio Caleca, service del Lions di Arzignano.
Durante quell’incontro è stata lanciata la sfida di aprire il club la sera della charter del Lions Padrino (26 maggio), da li un gruppetto di ragazzi già decisi a far parte del club, si sono impegnati contattando i nuovi ragazzi e creando nuovi momenti di conoscenza e formazione con la PD Paolin e Zandaval.
Con grande entusiasmo il gruppo è cresciuto fino al raggiungimento di 11 soci fondatori e 3 nuovi, il numero ideale per "sfondare" alla Charter del Club padrino.
Siamo un gruppo di amici dai 19 ai 28 anni con tanta voglia di fare, mettersi in gioco e dimostrare quanto si può fare per la società se si hanno gli obiettivi ben chiari.

Lunedì, 12 Giugno 2017 10:30

Visite oftalmiche in quel di Rovereto

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Uno dei service più significativi per la nostra comunità, attivati dai Soci Lions da parecchi anni, sono le visite oftalmiche eseguite da medici oculisti gratuitamente. Sabato 27 maggio i Soci del Lions Club Rovereto Host sono stati presenti per tutta la giornata in piazza del Municipio di Pomarolo, ben supportati dal dr. Luciano Ferrari, anche lui un Lions, e dai preziosi volontari della Coop. IRIFOR di Trento con il loro camper appositamente attrezzato. Ottima e impeccabile la regia di Germano Gasperotti nei preparativi e nello svolgimento dell’intera giornata.
Sono state ben 57 le persone visitate dal dr. Ferrari, il quale ha potuto riscontrate anche qualche patologia non preoccupante, ma certamente meritevole di ulteriori esami di approfondimento. Le persone visitate hanno tutte ritenuto utilissima la visita oftalmica proposta dai Lions.
Nel corso della giornata vi è stata la gradita visita anche del Sindaco di Pomarolo ing. Roberto Adami e dell’Assessore all’Istruzione, Cultura, Attività Sociali e Sanità Daniela Baroni, i quali hanno avuto parole di vivo apprezzamento e di sincera gratitudine per la preziosa presenza dei Lions a Pomarolo.
Al termine della giornata, il Presidente del Lions Club Rovereto Andrea Castellani ha ringraziato tutti i Soci presenti, e in particolare il dr. Luciano Ferrari per la generosa professionalità offerta nell’occasione.